Chi è l’uomo più ricco della Cina?

Chi è l’uomo più ricco della Cina?

Jack Ma, Alibaba

La Cina è ormai una grande potenza economica. Tanto da costringere gli analisti a guardare con una certa trepidazione ai suoi dati, che sono in grado di indirizzare in un verso o nell’altro gli indici di mercato.

Il suo sistema si rifà al comunismo, ma chi pensa ad un livellamento verso il basso, nel caso del gigante orientale compie un notevole errore di valutazione. Se, infatti, l’economia è ancora caratterizzata da un ferreo controllo della mano pubblica, al contempo non vieta assolutamente la formazioni di clamorose fortune.

Come quelle che sono state cumulate da molti uomini d’affari cinesi e testimoniate dalla presenza di due di loro nella classifica dei 25 uomini più ricchi al mondo stilata da Forbes. Il primato spetta comunque a Jack Ma, di cui si è molto parlato nel corso degli ultimi anni. Andiamo a vedere perché.

Chi è Jack Ma

Nato il 10 settembre 1964, nel pieno della Rivoluzione culturale, a Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang, Jack Ma è noto soprattutto per essere stato il cofondatore di Alibaba, il colosso del commercio elettronico che si propone alla stregua di vero e proprio contraltare di Amazon. Una fama del resto consacrata dalla copertina dedicatagli da Forbes nel 2011.

A 12 anni ha iniziato a fare la guida turistica nella sua città natale, sfruttando l’occasione per conoscere al meglio l’inglese, ovvero la lingua ufficiale del business, dopo aver iniziato a studiarlo in qualità di autodidatta.

Tre anni più tardi è quindi entrato in contatto con una famiglia australiana, da cui sarà poi ospitato nel 1985 per le vacanze estive. Una volta laureatosi in inglese, ha messo subito a frutto il titolo di studio conseguito iniziando la sua carriera di insegnante presso l’università.

Nel 1995 ancora la sua consuetudine con l’inglese gli ha consentito di recarsi a Seattle, in veste di interprete per una delegazione commerciale proveniente dalla Cina. Una visita estremamente importante, in quanto è stata quella la prima occasione in cui ha potuto connettersi a Internet.

Una prima presa di contatto che non ha mancato di suscitare la sua attenzione. Deciso ad aprire e gestire un sito in Cina, Jack Ma ha infatti chiesto, e ottenuto, un prestito di 2mila dollari. Impiegato per il varo di Chinapages, ritenuta la prima società Internet comparsa sul suolo cinese. Una esperienza che gli ha fornito le basi per il passo successivo, avvenuto nel 1998, quando ha raccolto 60mila dollari per aprire, insieme ad altri 18 amici, Alibaba.

Da quel momento, la sua scalata al successo si è rivelata inarrestabile. La fondazione di Alibaba Group è stata infatti seguita dal lancio della piattaforma di vendita Taobao, nel 2003, e da quello di Alipay, due anni dopo. Un’avventura, quella in Alibaba, terminata solo nel 2018, quando Jack Ma ha annunciato le dimissioni dalla carica di amministratore delegato..

L’importanza di Alibaba

Lo scopo che si prefiggeva Jack Ma con la fondazione di Alibaba era quella di dare vita ad un portale di e-commerce in grado di mettere in contatto i produttori cinesi con compratori esteri.

Nel 2003 la compagnia ha messo a segno due notevoli colpi sulla strada della futura espansione, ovvero l’acquisizione di Taobao e Tmall. In particolare Taobao è simile a eBay ed Amazon e si propone di facilitare le vendite customer to customer (C2C), fornendo una piattaforma strutturata al meglio per servire le esigenze delle piccole imprese.

Se è vero che la maggior parte del fatturato di Alibaba continua a provenire dal mercato cinese, è anche vero, però, che la piattaforma ha raggiunto quasi il mezzo miliardo di utenti nel corso del 2017. Un dato che ne fa in questo momento il vero e proprio contraltare di Amazon.

Dove arriverà la sua espansione?

Dopo aver eliminato tutti i concorrenti in patria, ora Alibaba si propone di portare la battaglia fuori dai confini nazionali. Una battaglia che sarà affrontata facendo perno su quattro punti di forza:

  1. l’e-commerce bi-direzionale da e verso la Cina, quindi non più relegato nel gigante asiatico;
  2. il sistema di pagamento AliPay e  il banking online;
  3. il cloud computing teso a contrastare AWS per favorire il passaggio dall’Information Technology (IT) alla Data Technology (DT);
  4. l’intrattenimento, in particolare con il video streaming di Youku Tudou e il cinema di Alibaba Pictures.

In questa ottica, il prossimo passo dovrebbe essere la conquista dell’Europa. Un obiettivo estremamente ambizioso, ma che sembra assolutamente alla portata di Alibaba. Per capirlo basti pensare a come Alipay sia stata capace in pratica di estromettere PayPal dal mercato cinese.

Ma, soprattutto, al tentativo operato da Amazon in Cina. Un fallimento epocale, se si considera che la propaggine cinese di Bezos, dopo aver acquisito nel 2011 joyo.com da Lei Jun, il fondatore di Xiaomi, ha dovuto chiudere il marketplace in quanto schiacciato letteralmente da Alibaba.

Perché Jack Ma ha lasciato il timone di Alibaba?

Proprio considerato quanto detto su Alibaba, la domanda che ci si deve porre, a questo punto, è la seguente: perché Jack Ma ne ha lasciato il timone?

La spiegazione sembra da ricercare nel fatto che se è vero che la Cina sta producendo un gran numero di miliardari, è anche vero che non pochi di loro sono letteralmente scomparsi dalla circolazione. Alcuni sono semplicemente finiti in carcere, per aver portato avanti i loro affari con metodi non permessi dallo Stato. Altri si sono proprio volatilizzati, probabilmente fuggiti prima di essere presi sotto le amorevoli cure del partito comunista.

Jack Ma sembra aver capito, a differenza di altri l’antifona e, prima di diventare troppo grande per essere tollerato dal potere politico, ha deciso di dedicarsi ad altre cose. In fondo dover lasciare con circa 38 miliardi di dollari di patrimonio non deve essere una gran seccatura.

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