L’assicurazione contro la perdita del posto di lavoro

L’assicurazione contro la perdita del posto di lavoro

assicurazione contro perdita posto di lavoro

La perdita del posto di lavoro può rappresentare un vero e proprio dramma in un Paese come il nostro. Ove i livelli di disoccupazione viaggiano ancora intorno al 10%, mettendo in concorrenza troppe persone per il numero di impieghi disponibili sul mercato.

Una ipotesi resa più probabile per i lavoratori del settore privato dall’approvazione del Jobs Act, la riforma firmata da Matteo Renzi che ha in pratica sancito la fine del posto fisso in Italia. Aprendo alle imprese la possibilità di licenziare anche per motivi economici corrispondendo un risarcimento pecuniario all’interessato.

Proprio per questo motivo le imprese del settore assicurativo hanno messo in campo una polizza che permette a chi viene colpito da un evento così traumatico di garantirsi comunque un livello reddituale adeguato e di poter guardare con minor affanno al futuro, mettendosi alla ricerca di una nuova occupazione. Ma come è strutturato questo prodotto assicurativo?

Come funziona l’assicurazione contro la perdita del posto di lavoro

L’assicurazione contro la perdita di posto di lavoro viene offerta a tutti i lavoratori a tempo indeterminato, del settore pubblico o privato. E prevede che ove il sottoscrittore della polizza perda il lavoro per motivi indipendenti dalla sua volontà ottenga una rendita in grado di sostenere il livello di vita suo e della famiglia.

Può quindi essere applicata quando il lavoratore sia coinvolto in una ristrutturazione aziendale o in una riduzione del personale, venendone invece escluso in caso la perdita dell’impiego sia motivato da giusta causa. Ovvero sia la conseguenza di un comportamento lacunoso e tale da danneggiare l’impresa in cui lavorava. Sono inoltre esclusi dall’applicazione della polizza quei lavoratori che diano le proprie dimissioni o decidano comunque in totale autonomia di interrompere il rapporto di lavoro.

Quanto dura la copertura?

Va però specificato che la copertura attivata con una assicurazione simile non è indeterminata. La ratio è naturalmente da ravvisare nel fatto che in tal caso l’assicurato non avrebbe alcun interesse a cercare un nuovo posto di lavoro, oppure di cercarsene uno in nero.

In pratica il risarcimento previsto dalle regole contrattuali funge alla stregua di un paracadute, aggiungendosi a quanto previsto dalla legge per i lavoratori colpiti da licenziamento senza giusta causa.

Quanto dura la copertura? La maggior parte di questo genere di polizze prevede un lasso di tempo tra i 6 e i 18 mesi, ma in alcuni casi è possibile allungarlo, pagando naturalmente di più.

A quanto ammonta il risarcimento? E quanto costa la polizza?

Per quanto riguarda l’entità del risarcimento previsto, dipende naturalmente da quanto deciso a livello contrattuale. Solitamente si decide una percentuale dell’emolumento mensile, che può arrivare ad un massimo del 70%. Inoltre può essere prevista una somma massima del risarcimento, indipendente dalla durata della copertura.

Per quanto riguarda invece il costo di una polizza di questo genere, essa va a variare da una serie di fattori, a partire appunto dal fatto che il lavoratore sia impiegato nel settore pubblico o in quello privato. Il primo è rimasto al riparo dal Jobs Act, quindi costa meno di una riguardante un lavoratore privato.

Altri fattori che possono incidere sono poi la durata del periodo di copertura, il reddito percepito dall’interessato e la sua età. Las cosa realmente importante è farsi fare un preventivo dall’azienda assicurativa interpellata.

Conviene fare l’assicurazione contro la perdita del posto di lavoro?

La convenienza di una polizza di questo genere deve essere valutata tenendo presente la propria particolare situazione. Non conviene assolutamente nel caso di un lavoratore pubblico, per il quale non esiste praticamente il rischio di licenziamento, se non per giusta causa, eventualità che scattando renderebbe comunque impossibile essere tutelati dall’assicurazione.

Mentre può convenire ad un lavoratore privato, in particolare di settori che per un motivo o per l’altro vanno incontro a ristrutturazioni della forza lavoro. Soprattutto in un periodo come l’attuale, nel quale le esigenze sanitarie possono praticamente azzerare interi settori dell’economia.

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